Prof. Valerio Stefano TOLLI
Dottor Valerio Stefano Tolli, Neurologo
Medico Specialista in Neurologia

Che cos’è la Neurologia?

La Neurologia è quella branca della medicina che studia le patologie inerenti il Sistema Nervoso Centrale (cervello, cervelletto, tronco encefalico e midollo spinale) e il Sistema Nervoso Periferico (radici nervose e gangli spinali, plessi e tronchi nervosi, nervi periferici e muscoli).
L'ambulatorio di Neurologia si occupa di tutte le patologie del sistema nervoso centrale e periferico, ponendo molta attenzione non solo alla diagnosi in sé, e alla conseguente cura, ma anche alla diagnosi differenziale delle malattie neurologiche con altre malattie non neurologiche e, dunque, molta attenzione anche ad una  diagnosi di esclusione di sospette malattie neurologiche, al fine di dare una risposta/soluzione concreta agli utenti e un supporto, altrettanto concreto, ai colleghi medici di altre discipline che consigliano la visita neurologica.
 

A cosa serve la visita neurologica?

La visita neurologica serve a diagnosticare (ed eventualmente trattare) o ad escludere le più frequenti patologie del cervello, midollo spinale, radici nervose spinali e nervi periferici, e malattie neuromuscolari. In particolare vengono indagate le seguenti e principali situazioni:
  • Cefalee (emicranie e cefalee muscolo tensive; altre sindromi dolorose cranio-facciali, per es. nevralgia del trigemino)
  • Malattie cerebrovascolari (esiti di ictus, sospetti Attacchi Ischemici Transitori -TIA-, prevenzione di ictus e studio dei suoi più importanti fattori di rischio)
  • Malattia di Parkinson, e parkinsonismi, e altre più frequenti malattie neurodegenerative
  • Malattie autoimmunitarie del sistema nervoso centrale e periferico
  • Epilessie 
  • Demenza di Alzheimer e altre demenze e invecchiamento cerebrale
  • Patologie della colonna vertebrale con associate problematiche neurologiche (malattie midollari spinali da compressione discale e da stenosi del canale cervicale e lombare; ernie discali con radicolopatie cervicali e lombosacrali, e relative cervicobrachialgie e lombosciatalgie)
  • Malattie dei nervi periferici (polineuropatie infiammatorie, polineuropatie metaboliche come la polineuropatia diabetica e da carenze alimentari, polineuropatie eredofamiliari, neuropatie da compressione o da “intrappolamento” come per es. nella sindrome del tunnel carpale)
  • Malattie neuromuscolari ( tra esse, distrofie muscolari e anche diagnosi e cura della Miastenia Gravis)
Inoltre la visita neurologica è indicata per la presenza di disturbi, che possono essere disturbi nell’ambito di malattie neurologiche o situazioni a se stanti, cioè indipendenti da patologie organiche del sistema nervoso, che vanno indagati e risolti:
  • sindrome ansiosa, attacchi di panico, depressione, disturbi somatoformi (comunemente “somatizzazioni”)
  • disturbi del sonno

Quanto dura una visita neurologica e come si svolge?

La visita neurologica ha una durata media di 30 minuti (comunque dipendente dalle problematiche poste). Inizia con la raccolta di informazioni e notizie (anamnesi) sulla storia generale e medica, in particolare, della persona; si prende visione della eventuale documentazione clinica in possesso della persona stessa (è sempre opportuno avere con sé tale documentazione) e della eventuale terapia farmacologica seguita in quel momento. Quindi si passa all’esame neurologico vero e proprio: si invita la persona a spogliarsi e si effettuano diverse prove e manovre atte a valutare principalmente le caratteristiche della deambulazione, il linguaggio (espressione e comprensione), la coordinazione e l’equilibrio, la funzione dei nervi cranici, la forza e il tono muscolare, le sensibilità, i riflessi, ecc.. Se necessario, si possono somministrare dei test sia cognitivi che motori. La visita si conclude con una sintesi scritta in cui, oltre alla diagnosi o al sospetto diagnostico, vengono indicati eventuali esami strumentali (per es. RMN, TAC, elettroencefalogramma, elettromiografia, ecocardiogramma, ecocolordoppler, ecc.) e/o di laboratorio (esami del sangue di routine o esami più specifici come nello screening trombofilico o in malattie autoimmunitarie o tumorali) necessari al completamento diagnostico, una eventuale terapia farmacologica e consigli per eventuali controlli/monitoraggio futuri.

A che età è consigliata?

Tutte le fasce di età possono essere interessate da patologie neurologiche e, dunque, qualora necessario, tutti possono sottoporsi a visita neurologica

Perché è consigliata la visita neurologica?

Come è intuitivo, è consigliata per malattie neurologiche già in atto oppure nel semplice sospetto di esse o per poterle escludere rispetto ad altre situazioni mediche. Infine, è consigliata anche nella prevenzione di alcune più frequenti condizioni neurologiche, come per esempio gli ictus, le conseguenze di un diabete mellito o di altre patologie mediche o in corso di terapie farmacologiche (per es. chemioterapia), disturbi del sonno, ecc.

Servizio di Elettromiografia

Che cos’è l’Elettromiografia (EMG)? L’elettromiografia è una tecnica elettrofisiologica che permette la registrazione e lo studio dell’attività elettrica dei muscoli; dà informazioni sullo stato dei muscoli stessi ma anche, indirettamente, sullo stato dei nervi e delle radici nervose (quest’ultime originano dal midollo spinale ed escono poi dalla colonna vertebrale) che ad essi afferiscono. Tuttavia, comunemente, e anche per semplicità, nelle prescrizioni dei medici di qualsiasi branca della medicina (e a volte dai neurologi stessi) viene indicato “…si richiede elettromiografia (EMG) agli arti…” senza ulteriori specificazioni volendosi intendere però, a volte, anche altri e diversi tipi di studio elettrofisiologico, da effettuare nella stessa seduta di esame, non sempre esplicitati in dettaglio. Tali esami, oltre all’esame elettromiografico,  in senso stretto, possono essere, nella maggior parte dei casi, l’esame elettroneurografico (ENG) e lo studio delle risposte riflesse (per esempio studio dell’onda F).
In sintesi, nel servizio di elettromiografia si effettuano principalmente i seguenti esami, di cui si descrivono anche le modalità di base di esecuzione:
  • Elettromiografia (EMG): registrazione dell’attività elettrica muscolare che si effettua, nella maggior parte dei casi, con un ago sottile (“ago-elettrodo”) inserito in diversi muscoli (un muscolo per volta) del corpo (più frequentemente dei 4 arti, ma anche muscoli del volto, a seconda della richiesta): si ottengono informazioni su eventuali sofferenze del muscolo e, indirettamente, informazioni su eventuali sofferenze o buon funzionamento dei nervi e delle radici nervose che innervano il muscolo stesso
  • Elettroneurografia (ENG): si effettua erogando al paziente “piccole scosse elettriche” su determinate parti del corpo (in genere segmenti di arto, superiore e/o inferiore), studia direttamente la velocità di conduzione dell’impulso delle fibre nervose che costituiscono i nervi periferici e le radici nervose, nonché le caratteristeiche elettriche della risposta muscolare motoria e della risposta sensitiva evocate;
  • Lo studio elettrofisiologico delle risposte riflesse (generalmente onda F, salvo diversa richiesta): si effettua erogando una serie di “piccole scosse elettriche” ad alcuni nervi e serve, generalmente, a completare un esame elettrofisiologico e a definire ulteriormente, a seconda del quesito clinico, la sede della lesione del sistema nervoso periferico
  • Test di Stimolazione Ripetitiva: si effettua erogando al paziente “piccole scosse elettriche” (generalmente 3 scosse al secondo o 20 scosse al secondo e di bassissima intensità, in base al quesito) su determinati nervi e serve ad indagare alcune particolari malattie come per esempio la Miastenia Gravis e forme similari
 Informazioni pratiche aggiuntive a completamento: per i motivi sopra descritti l’esame, genericamente detto “elettromiografia”, può essere solo quello strettamente “elettromiografico”, o solo “elettroneurografico” oppure prevedere l’esecuzione di entrambi gli esami, con tempi di esecuzione diversi e anche costi diversi. Quindi, risulta importante ed opportuno essere muniti al momento dell’esame (e anche telefonicamente al momento della prenotazione dell’esame) di una richiesta del medico inviante in cui sia descritto il tipo di esame e il quesito diagnostico (cioè, il motivo dell’esame o qual è il sospetto di malattia) e i distretti da indagare (per es. solo gli arti superori o inferiori o tutti e quattro gli arti, ecc.) per poter mettere in condizione l’esaminatore di indirizzare al meglio l’esame e le conclusioni dello stesso. Si fa presente che, in corso di esame, l’esaminatore potrebbe avere la necessità di completare l’indagine con esami aggiuntivi (per es, completare una elettromiografia con una elettroneurografia e viceversa), non previsti nella richiesta, per una maggiore definizione diagnostica; in quest’ultimo caso sarà premura dell’esaminatore informare preventivamente il paziente circa tale evenienza e aspettare conferma/accettazione da parte del paziente stesso.

Principali indicazioni  all’esame elettromiografico (EMG) e/o elettroneurografico (ENG):

  • Polineuropatie (sofferenze dei nervi periferici) in alcune più comuni e frequenti condizioni morbose: diabete mellito, etilismo, carenze nutrizionali e malassorbimento, insufficienza renale, malattie della tiroide, intossicazioni da farmaci e ambientali, in presenza di tumori e nelle conseguenze di chemioterapia, malattie autoimmunitarie
  • Neuropatie (sofferenza di singoli nervi) come nella sindrome del tunnel carpale, compressione del nervo ulnare al gomito (o meno frequentemente al polso), compressione del nervo peroneo al ginocchio, neuropatie da traumi e/o in conseguenza di fratture (in particolare degli arti)
  • Cervicobrachialgie e lombosciatalgie e deficit di forza muscolare da sofferenza delle radici nervose (radicolopatie) dovute a protrusioni e/o ernie del disco al livello della colonna vertebrale cervicale o lombosacrale, stenosi del canale vertebrale, artrosi della colonna vertebrale
  • Parestesie (senso di formicolio, di addormentamento, bruciore ecc, in alcuni distretti del corpo e soprattutto degli arti)
  • Sofferenze dei plessi nervosi da lussazioni o traumi da incidenti stradali e sportivi, nel decoroso di interventi chirurgici, sindrome dello “stretto toracico”
  • Malattie del motoneurone (Sclerosi Laterale Amiotrofica SLA;  altre malattie del motoneurone geneticamente determinate)
  • Malattie muscolari come le distrofie muscolari, miopatie infiammatorie (polimiositi), miopatie da farmaci e nelle malattie della tiroide, altre atrofie muscolari
Ci sono controindicazioni all’esecuzione dell’esame elettromiografico/elettroneurografico? Non ci sono controindicazioni, anche se particolare attenzione viene posta ai portatori di pace-maker e/o defibrillatori e in soggetti in terapia anticoaugulante, al fine di condurre al meglio l’indagine senza rischi per la persona.
 

Breve Curriculum del Prof. Valerio Stefano Tolli

Nel 1991 Laurea in Medicina e Chirurgia con Lode
Nel 1996 Specializzazione in Neurologia con Lode
Nel 2003 Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa con Lode
Dal 1993 è membro della S. I. N. (Società Italiana di Neurologia).
Dal 1999 è membro della S. I. M. F. E. R. (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione).
Dal 2001 è membro della S. I. R. N. (Società Italiana di Riabilitazione Neurologica), di cui è stato membro eletto, nel periodo 2009-2013, del Consiglio Direttivo Nazionale

Autore di 35 lavori scientifici; ha partecipato, in qualità di discente, relatore e moderatore ad oltre 250 congressi, convegni e corsi di formazione nazionali e internazionali.

Organizzatore e Responsabile Scientifico di 40 convegni e seminari a carattere nazionale. Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata di Roma. Già Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti

Nel corso degli anni si è occupato principalmente di:

  • Malattie Neuromuscolari, approfondendo la sua conoscenza nel campo dell’Elettromiografia Clinica e della Neuropatologia Muscolare. Ha partecipando altresì, in qualità di ricercatore, a progetti di ricerca finalizzati finanziati da Telethon presso la II Clinica Neurologica dell’Università “La Sapienza” di Roma
  • Malattie del Sistema Nervoso Periferico: polineuropatie, ad eziologia diversa, neuropatie da intrappolamento (per es. tunnel carpale) e patologie delle radici nervose problematiche di colonna vertebrale (stenosi del canale vertebrale, ernie discali)
  • Malattie da sofferenza midollare spinale, traumatiche e non, esitate in paraplegie e tetraplegie
  • Malattie neurologiche autoimmunitarie (Sclerosi Multipla)
  • Malattie cerebrovascolari acute (ictus) e croniche
  • Malattie neurodegenerative (Malattia di Parkinson, Corea di Huntington, Sclerosi Laterale Amiotrofica -SLA-, Demenza di Alzheimer e altre demenze)
  • Epilessie
  • Cefalee (emicranie e cefalee vasomotorie, cefalee muscolotensive; sindromi dolorose cranio-facciali come la nevralgia del trigemino)
  • Sindromi ansiose, attacchi di panico, depressione, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi del sonno: situazioni che spesso si associano a malattie neurologiche o che rappresentano disturbi funzionali isolati in assenza di altre problematiche neurologiche (in tal senso, l’esperienza maturata in alcuni anni di attività in ambito psichiatrico ha contribuito ad approfondire la natura e la cura di tali disturbi)
Nel 2001, a soli 38 anni, è stato chiamato a dirigere, in qualità di Primario, una Unità di Risveglio (pazienti in coma e post-coma per postumi di gravi cerebrolesioni acquisite traumatiche e non traumatiche, quest’ultime in genere conseguenze di severi ictus), mentre attualmente è Primario di Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Neurologica intensiva.
La seconda Specializzazione, quella in Medicina Fisica e Riabilitativa, e l’esperienza maturata nell’ambito del recupero delle persone con malattie neurologiche hanno completato il suo essere Neurologo portandolo ad impegnarsi non solo nella diagnosi e terapia farmacologica di tali malattie, ma anche a seguirne l’evoluzione nel tempo e a prendere in carico sia la persona coinvolta che la sua famiglia nel percorso e nel reinserimento domiciliare, sociale e anche lavorativo; in tal senso, molta attenzione ha posto alla formazione ed educazione terapeutica del familiare o del caregiver relativamente a tutti gli aspetti assistenziali e pratici della vita quotidiana, per il miglioramento continuo della qualità di vita di tutte le persone coinvolte nelle conseguenze delle malattie neurologiche.

Ancora, durante la sua attività di gestione e management di reparti ospedalieri, ha svolto attività di consulenza neurologica presso le Terapie Intensive e Rianimazioni, i reparti di Chirurgia, di Medicina Interna, di Cardiologia, nonché Fondazioni onlus/ Enti morali.
Infine, è stato invitato in diverse trasmissioni televisive (su reti nazionali pubbliche e private) per portare un contributo su tematiche legate alle conseguenze di importanti condizioni neurologiche, sia per il paziente che per i suoi familiari, mentre diverse sono le interviste pubblicate su quotidiani e riviste nazionali.
 
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